Riabilitazione termale e traumatologia sportiva

RIASSUNTO

I traumi sportivi si verificano principalmente nel praticare Calcio e in ordine decrescente in diverse attività ricreative, Podismo, Nuoto, Pallacanestro, Sci alpino e altre, mentre gli stessi corrispondono a lesioni muscolari della coscia in primo luogo, poi condropatia e distorsione del ginocchio, cervicobrachialgia e lombalgia, tendinopatia d’Achille e della spalla e così via (Piolanti BO).
Una attenta prevenzione ed una efficace e mirata terapia termale possono, nello sportivo, contribuire a mantenere una corretta funzione dell’apparato locomotore, andando in ultima analisi a migliorare la performance sportiva dell’atleta

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AUTORI

  • A. Carpentieri

PAROLE CHIAVE

  • Riabilitazione termale
  • trauma sportivo

”Articolo”

Il ciclo di fango-balneoterapia agisce su numerose patologie persistenti-recidivanti stabilizzando il decorso naturale ingravescente o migliorandone la prognosi nel caso di artrosi, discopatia senza erniazione, tendiniti, borsiti, esiti di interventi chirurgici o di traumi osteomuscolari. Presso gli Stabilimenti termali specializzati è inoltre e soprattutto possibile sottoporsi a Creno-chinesiterapia ossia a Riabilitazione in acqua termale. Nel qual caso intervengono vari fattori:

PRINCIPIO IDROSTATICO In base alle leggi di Archimede e di Pascal l’atleta immerso in acqua termale riceve una spinta di galleggiamento che ne riduce il peso (7% al collo, 33% allo sterno e 50% all’ombelico) per cui può lavorare in scarico o a carico graduale velocizzando i tempi di recupero. Inoltre l’acqua esercita una pressione sulla superficie corporea che dipende dalla profondità e dalla densità e facilita il drenaggio degli edemi e versamenti. Infine la pressione idrostatica agisce sull’addome favorendo la risalita del diaframma e di conseguenza aumentando il lavoro respiratorio. Consideriamo che il residuo fisso dell’acqua termale di Rapolla è di 2,5 g/l arrivando a oltre 24 g/l per le acque salso-bromo-iodiche.

PRINCIPIO IDRODINAMICO Dipende dalla resistenza che l’acqua oppone al movimento dovute alla viscosità e densità elevate. Questo determina un lavoro muscolare contro resistenza con riduzione delle afferenze propriocettive controbilanciate dalle afferenze esterocettive che aumentano. I movimenti articolari e delle varie parti del corpo saranno in questo modo più sicuri e precisi così come il controllo posturale continuo (Raffaetà et al).

PRINCIPIO IDROCINETICO La presenza di idromassaggi vari del tipo lombare, cascata cervicale, migliorano ulteriormente la attività riabilitativa mediante uno scollamento delle aderenze interne al tessuto muscolare o esiti cicatriziali e aumentato trofismo tissutale.

PRINCIPIO IDROTERMICO La temperatura dell’acqua intorno ai 33°C ha effetti miorilassanti e antalgici perché agisce direttamente sui fusi neuromuscolari o indirettamente sui termocettori cutanei e innalzano la soglia del dolore. Viene così a interrompere i circolo vizioso contrattura muscolare-blocco articolare-dolore. Ma il calore agisce anche sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene liberando Acth e cortisolo con attività antinfiammatoria e beta-endorfina con attività analgesica.

PRINCIPIO IDROCHIMICO La principale attività terapeutica dell’acqua termale deriva dalla sua composizione chimica per cui si parla di acque solfate, bicarbonate, solfuree, radioattive o salsoiodiche. Ha effetti antinfiammatori mediante un riequilibrio dei mediatori della flogosi e della condrolisi, una riduzione dei T-linfociti del tipo memory e aumento della attività antiossidante (Fioravanti et al). In acqua sono così possibili esercizi di stretching o di potenziamento con l’atleta in posizione supina per la presenza di ausili di galleggiamento al collo, cintola e caviglie e l’acqua profonda sino alla cintola. Oppure esercizi di condizionamento aerobico mediante la marcia o corsa in acqua profonda e progressivamente più bassa, idro-byke o step aumentando in questo modo il carico e la risposta funzionale respiratoria e cardio-vascolare.

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