Le meteoropatie

RIASSUNTO

Le meteoropatie consistono in una serie di patologie più o meno intense che si possono verificare, specialmente in soggetti predisposti, in occasione di cambiamenti, anche minimi, del tempo
Possono distinguere 3 tipi: Meteoropatie principali (da caldo, da freddo, dal vento), Meteoropatie secondarie, Meteoropatie stagionali di cui vengono presentati i relativi quadri patologici correlati

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AUTORI

  • M. Norat
  • E. Cervadoro
  • G.F. Strani

PAROLE CHIAVE

  • colpo di sole
  • colpo di calore
  • congelamento
  • assideramento
  • anemopatie

”Introduzione”

 

In ambito climatologico esistono anche condizioni non proprio favorevoli al nostro benessere, in grado cioè di determinare una serie di patologie definite meteoropatie. Le meteoropatie consistono in disturbi più o meno intensi che si verificano in soggetti meteorosensibili in occasione di cambiamenti, anche minimi, del tempo. Tali eventi si verificano soprattutto nelle aree industrializzate e colpiscono in particolare le donne, specialmente oltre i 40 anni di età (Fig. 1).

Figura 1

Figura 1

Pertanto la meteorosensibilità non è da considerare una malattia, ma una predisposizione a contrarre situazioni patologiche (fisiche e psichiche) di fronte ai mutamenti climatici – soprattutto quando sopraggiungono all’improvviso e in maniera drastica – a causa di un sistema di termoregolazione non perfetto o addirittura alterato.
I sintomi più frequentemente riscontrabili nelle meteoropatie sono i seguenti:

  • disagio, malessere, cefalea, malumore, malinconia
  • ansia, nervosismo
  • tachicardia, palpitazioni
  • perdita del tono muscolare
  • peggioramento di disturbi osteoarticolari, riacutizzarsi di gastropatie

 

Le meteoropatie possono raggrupparsi in 3 tipi :

  1. Meteoropatie principali (da caldo, da freddo, dal vento)
  2. Meteoropatie secondarie
  3. Meteoropatie stagionali

 

”Meteoropatie principali”

Si manifestano in molti soggetti non necessariamente predisposti, quando in una determinata regione sono presenti situazioni meteorologiche in grado di scatenare sintomatologie riconducibili a brusche variazioni atmosferiche:
Questi quadri (che esamineremo brevemente) dipendono da particolari situazioni meteorologiche, spesso a carattere estremo come possono essere intense ondate di calore oppure notevoli afflussi di aria fredda provenienti dalle regioni nordiche nei mesi invernali.

A. Meteoropatie scatenate dal caldo Il colpo di sole (sun stroke) ha come fattore determinante una forte irradiazione diretta specialmente sul
capo. Si caratterizza per la comparsa improvvisa della sintomatologia (vedi tabella, da Agostini G. et Al.– Bioclimatologia, 2005)

Colpo di calore È la conseguenza più pericolosa del danno da calore, dovuta all’impossibilità da parte dell’organismo di eliminare, mediante la sudorazione, il calore corporeo assunto in eccesso. Pertanto le condizioni responsabili, oltre alla temperatura molto elevata, sono costituite da alto grado di umidità e assenza o scarsezza di ventilazione.

Sfinimento da calore Si manifesta dopo una successione di giornate afose, caratterizzate da temperatura superiore a 33°C, umidità relativa non inferiore al 50%, ventosità bassissima o nulla.

Crampi da calore Insorgono qualora il soggetto svolga un lavoro pesante in condizioni ambientali di intenso calore ed è conseguenza della perdita di cloruro di sodio da parte dell’organismo.

 

B. Meteoropatie scatenate dal freddo Le malattie da freddo sono soprattutto affezioni dell’apparato respiratorio, causate da agenti eziologici che agiscono più attivamente nei mesi invernali. Gli anziani e i bambini sono i soggetti più a rischio.

I danni da freddo si verificano quando l’organismo umano, in toto o in parte, viene esposto a temperature estremamente basse, per un tempo sufficientemente lungo, senza adeguata protezione. Si distinguono soprattutto in:

  • Assideramento È la condizione più grave, causata da prolungata esposizione di tutto il corpo a temperature molto basse: ciò comporta un elevato grado di ipotermia che può condurre non raramente all’exitus.
  • Congelamento I fattori determinanti sono costituiti dalla temperatura (< -10°C in aria calma – > a -10C° con vento per ridotta dispersione termica), dall’ ipossia da altitudine prolungata, da un abbigliamento non conveniente, dall’affaticamento e dall’immobilità. Il quadro clinico si caratterizza per un inizio insidioso, cui seguono vasocostrizione, congelamento dei tessuti, ipoestesia/anestesia a guanto o calzino, movimenti impacciati.
    La cute appare fredda e pallida (per congelamento degli strati superficiali) o biancastra e dura (per congelamento degli strati profondi)
    1° grado: iperemia, edema, dolore urente
    2° grado: edema marcato, bolle sierose, cute violacea, dolori lancinanti
    Evoluzione dal II al II grado: bolle emorragiche, necrosi superficiale decorticante
    3° grado: necrosi profonda, dolore, febbre, gangrena secca o umida
    Esiti: iper-reattività al freddo per mesi o anni, amputazioni spontanee o chirurgiche.

 

C. Meteoropatie scatenate dal vento (anemopatie) Generalmente i venti responsabili di fenomeni patologici definiti anemopatie sono i cosiddetti “venti di caduta”, cioè masse d’aria che, nel loro percorso, incontrano un ostacolo costituito da un rilievo montuoso, lo superano e ricadono nella parete opposta, convogliando nelle valli sottostanti aria molto calda con scarsissima umidità (Fig. 2).

Figura 2

Figura 2

I principali venti responsabili di anemopatie

  • föhn (Pianura Padana, specialmente Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia)
  • scirocco (Sicilia nord-occidentale)
  • vent d’Autan (regione di Tolosa)
  • vent du Midi (valle del Rodano)
  • sharav (Israele)
  • chinook (USA Middle West e Canada)

Sintomatologia Irrequietezza, agitazione, irritabilità, ansia, insonnia, pessimismo minor capacità di concentrazione, facile affaticamento fisico cefalea, palpitazioni, ipotensione arteriosa ficoltà respiratorie, crisi asmatiformi disturbi digestivi, coliche epatiche o renali (in soggetti litiasici)

”Metereopatie secondarie”

Sono caratterizzate da aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche (infiammatorie o degenerative) a carico di vari organi, sistemi od apparati. Esordiscono in modo acuto a seguito del passaggio di sistemi perturbati oppure per il persistere di vortici di aria fredda in quota e, col ripetersi di situazioni atmosferiche simili, recidivanonegli stessi soggetti con caratteristiche più o meno sovrapponibili alle precedenti.
Possono perdurare per parecchi giorni e in genere migliorano soltanto se le condizioni atmosferiche cambiano completamente.

”Metereopatie stagionali”

Sono legate al passaggio da una stagione all’altra (primavera – estate; estate – autunno; autunno – inverno; inverno – primavera)
Ciascuno di questi passaggi stagionali è in grado di provocare in soggetti predisposti (convalescenti, neurolabili) un ventaglio di patologie legate ai cambiamenti bioclimatici che si verificano da una stagione all’altra.
Un esempio classico è fornito dalla SAD (Seasonal Affective Disorder) che si manifesta specialmente con spiccata depressione del tono dell’umore e con fasi alterne di depressione e di eccitazione (Fig. 3)

Figura 3

Figura 3

”Bibliografia”

Agostini G., Pinna M., Pinna S., Russo F. Bioclimatologia umana UTET Libreria, Torino, 2005

Autori vari In “Trattato di idroclimatologia clinica” diretto da Messini M. Cappelli Editore, Bologna, 1951

Condemi G. Bioclimatologia e distribuzione dei climi in Italia In “Come e perché prescrivere una cura termale” pag. 185-203 Alfa Wassermann

Norat M. Le meteoropatie Relazione al 53° Congresso Nazionale ADOI, Treviso 2015

Norat M., Strani G.F. Manuale di Dermatologia Termale Volume 3° Talassoterapia e climatoterapia. In corso di pubblicazione

Solimene U., Brugnoli A., Meteorologia e climatologia medica – Tempo, clima, salute Media-Med Edizioni, 2000

Solimene U., Brugnoli A., Mannelli E. Metereopatie Edizioni Red, 2002

Strani G.F. Clima e tempo meteorologico: influenza sull’organismoumano Relazione al 53° Congresso Nazionale ADOI, Treviso 2015

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