Crenoterapia con acqua. Salso-Solfato-Bicarbonato-Alcalina sorgiva in Rapolla (PZ) nelle patologie delle alte e basse vie respiratorie: studio clinico-sperimentale

RIASSUNTO

La sperimentazione clinica che proponiamo ha lo scopo di valutare clinicamente e con esami strumentali (spirometria e dosaggio delle immunoglobuline IgA, IgM ed IgG) gli effetti dell’acqua salso-solfato-bicarbonato-alcalina sorgiva in Rapolla (PZ) sui più comuni disturbi delle vie aeree superiori e profonde. Sono stati trattati con aerosolterapia 41 pazienti affetti da patologie di interesse ORL e 10 pazienti affetti da bronchite cronica asmatica. I parametri, rilevati prima e dopo un ciclo di terapia termale, hanno mostrato modificazioni statisticamente significative della sintomatologia clinica, delle  IgA secretorie e dei valori spirometrici (VEMS, FEV50e FEV25-75).

 

ABSTRACT

The clinical trial we propose is designed to evaluate salt-sulphate-bicarbonate-alkaline crenotherapy benefits in common upper and deep airway diseases. The thermal water we tested springs in Rapolla (PZ), Italy. We treated with aerosol therapy 41 patients with ORL diseases and 10 patients with chronic asthmatic bronchitis. We found statistically significant changes of clinical symptoms, secreted IgA, and spirometric values (VEMS, FEV50, FEV25-75).

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AUTORI

  • G. Gerardi
  • A. Carpentieri
  • F. Cristiano
  • E. Lampa

PAROLE CHIAVE

  • acque salso-solfato-bicarbonato-alcaline
  • ORL
  • bronchite cronica asmatica
  • sperimentazione clinica
  • S.P.A.
  • immunoglobuline secretorie
  • spirometria

”Introduzione”

La terapia inalatoria termale, notoriamente, trova le sue indicazioni principali nella cura delle più diffuse patologie sia delle alte che delle basse vie aeree: dai processi infiammatori e/o allergici rino-faringei e tubo-timpanici, alle patologie tracheo-bronco-polmonari (bronchiti, bronchiectasie, asma bronchiale, alcune forme di enfisema, etc.).

Le acque minerali vengono da sempre utilizzate per uso esterno sotto forma di aerosol, di nebulizzazioni e di inalazioni, nel trattamento di patologie di interesse otorinolaringoiatrico quali laringiti, faringiti, riniti, sinusiti, otiti catarrali croniche e patologie tubariche. In relazione alla composizione chimico-fisica ed alle insite proprietà terapeutiche, le acque minerali agiscono sulle prime vie aeree regolando (qualitativamente e quantitativamente) le secrezioni mucose, e modificando la reattività delle mucose stesse agli insulti infettivi e/o infiammatori.
Sulle vie aeree inferiori, oltre ai comuni effetti favorevoli sulle secrezioni bronchiali (produzione e composizione della mucina, detersione delle mucose, etc.), le acque minerali intervengono sulla vascolarizzazione dei distretti respiratori, sul tono muscolare bronchiale, sul tensioattivo alveolare, sull’assetto immunitario locale e sistemico. La crenoterapia inalatoria viene, pertanto, utilizzata nel trattamento di svariate patologie croniche aspecifiche delle vie respiratorie inferiori: bronchiti (croniche, ostruttive, ricorrenti, recidivanti), bronchiectasie, alcune forme di asma bronchiale ed enfisema con associate manifestazioni flogistiche.

La composizione chimico-fisica della acque termali ne condiziona le specifiche indicazioni terapeutiche:
Le acque solfuree sono particolarmente indicate nelle bronchiti catarrali croniche o recidivanti con abbondante secrezione, nelle bronchiti croniche ostruttive e nell’enfisema polmonare (ad eccezione dei casi avanzati con compromissione dell’apparato respiratorio).
Le acque a leggera mineralizzazione (come le bicarbonate, le carboniche, le cloruro-sodiche leggere e le solfate) sono prescritte nelle patologie bronchiali in soggetti disreattivi (con marcata labilità neurovegetativa o con fenomeni congestivi e catarrali improvvisi).
Le acque salso-bromo-iodiche sono utilizzate nelle forme bronchiali ad andamento torbido (specie se associate a malattie del metabolismo come obesità, iperuricemia e iperdislipidemie), nonché nelle forme croniche a spiccata componente atrofica (comprese le broncopneumopatie croniche ostruttive)
Le acque solfuree, solfuro-bromo-iodiche e cloruro-sodiche trovano applicazione nelle bronchiti croniche con abbondante escreato bronchiale, nelle bronchiti asmatiche e nelle bronchiti conseguenti a fattori tossici (polveri, gas industriali, peli, sostanze chimiche, etc.).
Scopo del presente studio è quello di conoscere il comportamento delle manifestazioni sintomatologiche, delle immunoglobuline secretorie e sieriche, oltre che degli indici spirometrici in seguito ad aerosol-terapia su pazienti affetti da patologie delle alte e basse vie aeree con acqua salso-bicarbonato-solfato-alcalina.

”Materiali

o studio clinico sperimentale in oggetto ha preso in considerazione  gli effetti crenoterapici sull’apparato respiratorio superiore ed inferiore esercitati dall’acqua termale proveniente dalla sorgente dello stabilimento termale sito in Rapolla (Potenza), località medioevale sorta alle pendici del vulcano spento Vulture, in una regione tanto privilegiata dalla natura come la Basilicata.
La storia delle sorgenti di Rapolla risale al XIX secolo, quando ne furono subito apprezzate le proprietà terapeutiche che vi sgorgano, ma fu solo nel 1961 che nacque il primo stabilimento termale.
Sotto l’abitato di Rapolla scorre un fiume invisibile e silenzioso, che seguendo percorsi oscuri e segreti si arricchisce di sali minerali e caratteristiche utili per benefiche cure termali. Alla fine del loro itinerario nascosto, le sorgenti affiorano in contrada “Orto del Lago”.
Più precisamente le acque termali sgorgano da tre sorgenti:

  1. Fonte n. 1: acqua minerale salso-bicarbonato-alcalina; portata 8 l/min
  2. Fonte n. 2: acqua minerale solfato-alcalina; portata 20 l/min
  3. Fonte n. 3: acqua minerale solfato-alcalina; portata 9 l/min
  4. L’acqua minerale proveniente dalla raccolta alle tre fonti, presenta le caratteristiche chimico-fisiche riportate in Tab. 1.

 

Tabella 1

Tabella 1

I risultati delle analisi qualitative e quantitative, effettuati alla commistione delle acque delle tre fonti (secondo i rapporti reciproci in funzione dei rispettivi flussi alle sorgenti: 8/37 della fonte n.1; 20/37 della fonte n.2; 9/37 della fonte n.3) sono riassunti in Tabella 2 e 3.

Tabella 2

Tabella 2

 

Tabella 3

Tabella 3

Tali caratteristiche, in base alla classificazione di Marotta e Sica, permettono di classificare l’acqua esaminata come acqua minerale salso-solfato-bicarbonato-alcalina.
Inoltre tale acqua dall’aspetto limpido, incolore, inodore e dal sapore acidulo-frizzante è risultata essere batteriologicamente pura, utilizzabile sia per bagni che per bibite.

L’acqua minerale in oggetto viene utilizzata da decenni per uso esterno sotto forma di aerosol, inalazioni e nebulizzazioni, nel trattamento delle patologie otorinolaringoiatriche e respiratorie (laringiti, faringiti, riniti, sinusiti, otiti catarrali croniche, affezioni tubariche catarrali, bronchiti asmatiche, etc.).
Lo studio clinico-sperimentale che proponiamo è stato eseguito su pazienti con affezioni dell’apparato respiratorio, divisi in due gruppi: pazienti con patologie delle alte vie aeree (gruppo “A”) e pazienti affetti da bronchite cronica asmatica (gruppo “B”).

Gruppo “A”: pazienti con affezioni delle prime vie respiratorie

Dopo aver escluso dallo studio tutti i soggetti che presentavano affezioni che potessero condizionare i risultati dello studio (patologie sistemiche e locali di qualsiasi natura), sono risultati idonei, ed esaminati, 41 pazienti (età compresa tra 24 e 68 anni), provenienti da casistica omogenea, ed affetti da patologie croniche specifiche delle vie aeree superiori (faringite cronica, rinite cronica, laringite cronica, sinusite cronica, tonsillite cronica).
Ciascun soggetto è stato sottoposto al seguente regime terapeutico: una seduta di inalazioni a vapore al giorno della durata di 20 minuti per 12 giorni consecutivi.
I pazienti sono stati sottoposti a due tipi di valutazione: una soggettiva (clinico-sintomatologica) ed una obiettiva (indagini biochimiche).
La valutazione clinica si è basata su una accurata anamnesi dalla quale è stato possibile mettere in evidenza la presenza e l’intensità di ostruzione e di secrezione nasale, di sternuti, di prurito, di dolore faringeo e laringeo. Il tutto espresso forniva un indice soggettivo sintetizzato da ogni paziente su Scala Analogico Visiva (SAV): è stato chiesto ad ogni paziente di tracciare un segno, su una barra orizzontale di 10 cm, in corrispondenza del punto che, a suo parere, rappresentava la gravità della sua sintomatologia (considerando 0cm = nessun sintomo, 10 cm = massima sintomatologia immaginabile). Tale indice soggettivo su SAV è stato ripetuto alla fine del ciclo di crenoterapia.
Nella valutazione biochimica, invece, ci siamo avvalsi della determinazione delle immunoglobuline (IgA, IgG, IgM) sia sieriche che secretorie, mediante due determinazioni: all’inizio ed al termine di ogni ciclo terapeutico tutti i pazienti sono stati sottoposti a prelievo sia ematico che del secreto nasale per il dosaggio delle Ig mediante tecnica E.L.I.S.A.  Il prelievo del secreto nasale è stato eseguito mediante un tampone inserito nella narice e spinto accuratamente lungo il pavimento della coana nasale per circa 2,5 cm in modo da raggiungere la parte posteriore del rinofaringe; in tale sede è stato lasciato a dimora per 20 minuti, poi ruotato al fine di ricoprirsi abbondantemente di secreto ed, un volta estratto, riposto in terreno di trasporto. Sul materiale raccolto sono state dosate le immunoglobuline IgA-IgG-IgM con il test Elisa, una tecnica immunoenzimatica che si basa sull’utilizzo di anticorpi marcati con un enzima (generalmente la perossidassi), in modo che i coniugati risultanti abbiano una attività sia immunologica sia enzimatica. Avendo uno dei componenti (antigene o anticorpo) adeso alla piastra, la reazione antigene-anticorpo è immobilizzata e pertanto potrà facilmente essere evidenziata con l’addizione del substrato, che reagendo con l’enzima produce una colorazione osservabile a vista o quantificabile con un colorimetro. Con la medesima metodica sono state determinate le Ig contenute nel siero dei pazienti in esame.

Gruppo “B”: pazienti con bronchite cronica asmatica

Su questo gruppo di pazienti è stato condotto uno studio clinico-funzionale al fine di valutare gli effetti della terapia, a mezzo aerosol, sulle vie aeree profonde di pazienti affetti da bronchite cronica asmatica. Dopo aver escluso, tra tutti i pazienti esaminati, quelli che presentavano riacutizzazioni flogistico-infettive della patologia respiratoria di base, e/o affezioni associate (anche sistemiche) che potessero compromettere i risultati, i pazienti risultati idonei ad essere arruolati nello studio sperimentale sono risultati dieci (5M + 5F; età media 58 anni).
Su tale gruppo di pazienti abbiamo voluto valutare gli effetti dell’acqua termale di Rapolla sulla funzionalità respiratoria secondo il seguente protocollo. Previa valutazione, mediante spirometria, degli indici respiratori FVC, VEMS, FEV50 e FEV25-75, i pazienti sono stati sottoposti a 12 sedute di aerosol di tale acqua termale della durata di 20 min., al termine di tale ciclo veniva ripetuto il test di funzionalità respiratoria.

”Risultati”

Tutti i dati raccolti pre- e post-crenoterapia su entrambi i gruppi in studio, sono stati riportati su idonee tabelle e la loro distribuzione statistica è stata analizzata mediante calcolo delle medie, degli errori standard e del t-Student.

I 41 pazienti del gruppo A, a fine ciclo terapeutico, hanno tutti mostrato un miglioramento della sintomatologia clinica soggettiva, senza essere andati incontro a nessun effetto collaterale né locale né sistemico. Le variazioni dell’entità della sintomatologia, valutate mediante SAV, sono risultate statisticamente significative al t-Student (Tabella 4).  I comportamenti delle Ig  secretorie sono riportati nella tabella 5 da cui si evince chiaramente che c’è stato un aumento statisticamente significativo (p<0.05) del tasso delle immunoglobuline IgA nel secreto nasale dei pazienti affetti da rino-faringite, faringo-laringite e faringo-tonsillite. Al contrario non sono risultate significativamente modificate (p>0,05) né le IgG e le IgM del secreto nasale, né i valori delle immunoglobuline sieriche in nessun paziente indipendentemente dalla patologia di base.

Il gruppo B, invece, comprendeva dieci pazienti affetti da bronchite cronica asmatica sottoposti a crenoterapia mediante aerosol e valutati con esame spirometrico. Sono stati valutati la capacità vitale forzata (FCV), il volume espiratorio massimo al 1° secondo (FEV1 o VEMS), il flusso dell’aria espirata quando i polmoni hanno espulso il 50% della capacità vitale (FEV50) e la media del flusso espiratorio forzato registrata tra il 25% e il 75% della FCV (FEV25-75). Gli effetti di tale terapia sono riportati in tabella 6.

Tali risultati documentano che al termine del trattamento è stato osservato un aumento medio di tutti gli indici di funzionalità respiratoria analizzati; tali miglioramenti, ad eccezione del FCV, sono risultati statisticamente significativi al test t di Student (p<0,05).
Il ciclo di aerosolterapia in oggetto, ha migliorato la fisiologia respiratoria e determinato effetti di tipo antinfiammatorio. Gli effetti immunitari locali e sulla composizione qualitativa e quantitativa della mucina, con ovvie ripercussioni sulla flora batterica, hanno inflenzato la reattività delle mucose tracheo-bronchiali migliorando, in sostanza, la funzionalità respiratoria.

Tabella 4

Tabella 4

 

Tabella 5

Tabella 5

 

Tabella 6

Tabella 6

”Conclusioni”

La aerosolterapia con l’acqua minerale salso-solfato-bicarbonato-alcalina proveniente dalla sorgente dello stabilimento sito in Rapolla è risultata ottimamente tollerata ed efficace in pazienti con affezioni dell’albero respiratorio in toto. In particolare abbiamo osservato un miglioramento  statisticamente significativo (p<0,05) della sintomatologia clinica dei pazienti, ed un aumento statisticamente significativo non solo della quantità di IgA secretorie delle mucose delle vie aeree superiori, ma anche degli indici spirometrici (FEV1, FEV50, FEV25-75) di pervietà delle vie aeree inferiori.
Tali evidenze, in aggiunta alla ottima tollerabilità locale e sistemica,  fanno dell’acqua  in studio, un prezioso momento terapeutico nel trattamento sintomatico e clinico-funzionale delle patologie croniche delle vie aeree sia superiori che profonde.

”Bibliografia”

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